ALPIMAGLIA
produzione tessuti

Nasce il primo telaio per tessitura

L'inizio della meccanizzazione nella tessitura a maglia


1589

Il reverendo William Lee di Calveston presso Nottingham è l'inventore del telaio per culissaggio, i cui aghi, sagomati ad uncino, intrecciano file di maglie, sedici file in un colpo solo, impiegando il medesimo tempo che una provetta magliaia impiegava per fare un solo ferro di maglie. L'invenzione rappresentò un apporto al comandamento cristiano: vestire gli ignudi. Diventò in seguito la base di un'industria mondiale che produce oggi 7 milioni di tonnellate di indumenti a maglia per la popolazione di tutto il globo.

Un figlio dell'amore: il telaio di culissaggio a mano del rev. William Lee

W. Lee, il reverendo povero, per necessità di cose ebbe spesso occasione di veder la propria moglie, la magliaia Mary Paston, intenta al suo duro lavoro quotidiano. Cominciò quindi a escogitare un modo per facilitare il lavoro della sposa, allo scopo di ottenere del tempo libero per sé e per lei. Mary, la giovane moglie, contribuisce attivamente al mantenimento della famiglia. William, che nel frattempo si è laureato , presso il St. John's College di Cambridge, inizia i suoi esperimenti sulla meccanizzazione della tessitura a maglia. telaio per tessuti L'amore aguzza l'ingegno. Anni di studi sono stati coronati da una invenzione geniale: il telaio di culissaggio a mano. Quando Lee, nel 1589, con questa macchine riuscì a produrre la prima calza, tutti i suoi risparmi si erano ormai volatilizzati. ma in compenso era nato il principio fondamentale della produzione meccanica di maglie, e questo principio è rimasto immutato fino ad oggi. In un manuale didattico del 1806 leggiamo quanto segue: "Voler descrivere a parole, e senza illustrazioni grafiche, questo telaio, vero capolavoro della potenza creativa dell'ingegno umano, composto da più di 3500 componenti, significherebbe ammettere di non conoscerlo affatto». Ci limitiamo pertanto a descrivere schematicamente come si formano le maglie, considerando il lavoro di un unico ago, e tenendo presente che, nel telaio di culissaggio, sì formano simultaneamente tante maglie quanti sono gli aghi previsti.

Il progresso non è gradito

E' vero che la Regina Elisabetta visitò l'officina di Lee, ma è altrettanto vero che la monarca gli negò l'agognato privilegio. La regina intese infatti proteggere a tutti i costi I 'artigianato allora fiorente. "Sarebbe invece gradita, disse la Regina a Lee, una macchina atta a produrre calze di seta». Nove anni dopo, Lee ebbe approntato la macchina. ma quando consegnò alla Regina il primo paio di calze di seta, il brevetto gli venne nuovamente negato. Re Giacomo I, il successore, permise perfino che i magliai, rosi dall'invidia, distruggessero le macchine di Lee. L' inventore fuggì e riparò al di là della Manica.

La Francia fu più saggia

Agevolato dall'ambasciatore francese Sully, Lee fondò a Rouen la prima fabbrica di calze. Alcuni mesi più tardi consegnò alla Regina Maria de' Medici una dozzina di magnifiche calze di seta. Il prezioso dono segnò forse definitivamente il destino di Lee, perché ancora a distanza di 20 anni il cerimoniere della Corte spagnola rifiutò il dono fatto da un fabbricante di calze destinato alla sposa di Filippo IV. dicendo: "Sappiate che le regine di Spagna non hanno gambe» Ma torniamo alla nostra storia. Morto il generoso Re di Francia sotto il pugnale dell'assassino Ravaillac. la vedova cattolica tolse al pastore protestante Lee qualsiasi sussidio, lo fece perseguitare al punto da costringerlo a nascondersi a Parigi. Ivi mori nel 1610 e fu sepolto in una tomba senza nome.

Le buone idee non muoiono mai

Le buone idee sopravvivono agli autori. vengono riprese da altri, superano frontiere e barriere doganali. A tre mesi dalla morte dell'inventore, il fratello di Lee non riuscì più a localizzare l'ultima sepoltura della salma nella fossa dei poveri: riuscì invece a ricuperare alcune macchine a Rouen. portandole in Inghilterra. Ora il governo, di colpo risultò talmente interessato alla cosa da vietare l'esportazione dì telai da culissaggio. Malgrado ciò, un agente segreto del ministro Colbert riuscì a riportare l'invenzione in Francia: nei pressi dì Parigi sorse presto una fiorente industria di calze che prosperò fino al momento in cui. con la revoca dell'editto di Nantes, fabbricanti e gli operai luterani furono costretti ad emigrare. Un brutto colpo. ma ebbe effetti salutari. perché l'invenzione si diffuse per tutta l'Europa. venendo ulteriormente sviluppata e perfezionata. Forma e materiale degli aghi fatti a mano rimasero tuttavia uguali per quasi due secoli e mezzo. fino a quando il produttore di aghi Theodor Groz di Ebingen. nel 1852 aprì la sua officina e tre anni dopo produsse le prime attrezzature per la fabbricazione meccanica di aghi di acciaio. Nel volgere di 125 anni di ulteriore sviluppo i primitivi ganci si sono trasformati nei moderni aghi di precisione.

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